Activision Blizzard è nuovamente nella bufera a seguito di una nuova denuncia pronunciata parte del governo USA, insoddisfatto dei salari del settore esport.

Il dipartimento di giustizia americano ha avviato una causa civile contro Activision Blizzard accusando l’editore di violazione dello Sherman Antitrust Act.

Secondo le accuse, l’azienda avrebbe creato delle regole per la Overwatch League e la Call of Duty League mirate a tenere basse le paghe dei giocatori.

Il governo si riferisce in particolare, alla Competitive Balance Tax* dei due campionati esport, che, secondo le accuse, andrebbe a penalizzare le squadre con gli stipendi più alti rispetto a quelli decisi da Activision Blizzard.


*Competitive Balance Tax

Sostanzialmente i salari di una squadra hanno un limite.

Volendo è possibile superarlo, ma per ogni dollaro speso sopra il limite, la squadra deve versare un dollaro extra in un fondo che sarà diviso e dati alle squadre la cui spesa è rimasta nei limiti.”


Secondo Jonathan Kanter, assistente procuratore generale della divisione antitrust del Dipartimento di Giustizia:

“I videogiochi e gli esports sono tra le forme di intrattenimento più popolari e in più rapida crescita al mondo, e i giocatori professionisti di esports, come tutti i lavoratori, meritano i benefici della concorrenza per i loro servizi.

La condotta di Activision ha impedito che ciò accadesse.”

La replica di Activision Blizzard, sottoforma di nota inviata a Gamesindustry.biz, non si è fatta attendere:

“Quando abbiamo lanciato i campionati di Overwatch e Call of Duty, volevamo creare opportunità di carriera valide per i giocatori che richiedono salari minimi e benefici obbligatori come parte dei loro contratti.

Volevamo anche che i nostri prodotti fossero competitivi, quindi abbiamo progettato e implementato con attenzione la Competitive Balance Tax. Abbiamo sempre creduto, e continuiamo a credere, che fosse legale e non avesse un impatto negativo sui salari dei giocatori. Comunque sia la tassa non è mai stata applicata e i campionati l’hanno volontariamente eliminata dalle regole nel 2021.

Rimaniamo impegnati a creare un ecosistema di gioco equo e con salari e assistenza sanitaria adeguati e continuiamo ad avere il sistema di compensazione per la mobilità dei giocatori meno restrittivo tra tutte le principali leghe sportive.”

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