I videogiochi “picchiaduro” diventati un cult nel mondo eSports

Basati sulla lotta uno contro uno, i videogiochi “picchiaduro”, hanno conquistato milioni di utenti in tutto il mondo.

Il termine “picchiaduro” di questi giochi elettronici deriva dall’inglese -fighting game o, nel caso di molti nemici insieme, beat ‘em up – dal verbo battere, picchiare.

Questi sono videogiochi nati con lo scopo principale di affrontare vari nemici in combattimenti di lotta, sia a mani nude che attraverso l’utilizzo di armi da mischia.

Esistono diversi tipi di tipologie, differenziati in base a:

  • grafica utilizzata (2D o 3D),
  • forme di combattimento (arti marziali, boxe, jeet kune do, muay thai, lotta libera, taekwondo)
  • tipo di svolgimento dell’azione (picchia duro a scorrimento o a incontri).

Nei picchiaduro a scorrimento (in inglese side-scrolling beat ‘em up) si controlla un personaggio (scelto fra un numero limitato di protagonisti) dotato di un numero generalmente limitato di mosse; ci si muove solitamente sempre verso destra, “scorrendo” appunto i livelli (anche se a volte la direzione può cambiare), senza poter tornare indietro. In certi giochi il personaggio può muoversi solo avanti ed indietro o saltare, ma in molti casi è possibile muoversi anche in profondità.

In aiuto del giocatore si trova generalmente del cibo nascosto all’interno di casse e si ha a disposizione una mossa speciale o una magia che colpisce più avversari contemporaneamente. Solitamente questi giochi (che erano molto diffusi nei cabinati da sala giochi “coin-op”) prevedono la cooperazione di due giocatori. Si deve affrontare un gran numero di nemici dalla scarsa rilevanza se presi singolarmente, ma letali in gruppo, ed ogni tanto si incontrano tremendi boss, avversari molto potenti e difficili da battere.

La tipica trama di questi giochi è rappresentata dal dover salvare una ragazza rapita da una banda di teppisti, dall’eliminazione di organizzazioni criminali oppure dal dover affrontare eserciti di mostri per liberare un regno medievale da un usurpatore.

Molti di questi giochi hanno grafica 2D e visuale laterale o isometrica, si possono ricordare:

  • Double Dragon,
  • Altered Beast,
  • Final Fight,
  • Golden Axe,
  • The King of Dragons
  • Streets of Rage.

Un numero inferiore, invece, è stato creato successivamente con grafica 3D (solitamente con visuale alle spalle, con lo scorrimento dei livelli in avanti), come ad esempio Fighting Force.

Tekken, famosa serie di picchiaduro a incontri 3D, in alcuni giochi ha inserito come modalità di gioco aggiuntive (sottogiochi) picchiaduro a scorrimento con visuale laterale (modalità Tekken Force in Tekken 3), con visuale alle spalle (Tekken Devil Within dentro Tekken 5) o ibrida (Tekken Force in Tekken 4).

Spesso con il termine “picchiaduro” ci si riferisce a questo tipo di giochi.

Il cliché generale prevede la selezione di un personaggio fra una nutrita schiera di protagonisti e il susseguirsi di una serie di incontri di arti marziali uno contro uno.

Generalmente per vincere un incontro è necessario sconfiggere l’avversario in 2 round su 3.

L’ultimo combattimento in genere è contro un boss particolarmente forte. Ogni personaggio ha sue caratteristiche di forza e agilità, e soprattutto una lunga serie di mosse diverse che permettono numerose varianti di attacco.

Le “combo” sono rapide serie di colpi concatenati: se eseguite bene, una volta messo a segno il primo colpo è difficile che l’avversario riesca a parare i successivi.

In alcuni giochi i protagonisti sono dotati anche di tecniche speciali, realizzate con armi o arti magiche.

Queste funzioni permettono colpi a distanza (come l’Hadoken di Street Fighter) o “Super attacchi” eseguibili quando si riempie una barra di energia dedicata.

La telecamera è generalmente posta lateralmente, anche se nei titoli 3D può spostarsi, ad esempio durante le prese di proiezione o atterramento.

Molto utilizzata è la possibilità di giocare in due, uno contro l’altro.

Il gameplay può avere anche modalità aggiuntive come:

Survival mode

(modalità sopravvivenza): si affrontano, in ordine casuale, gli altri personaggi con la propria energia che in caso di colpi subìti si rigenera sconfiggendo un avversario.

La modalità prosegue finché il giocatore non perde un incontro;

Time attack mode

(battaglia a tempo): l’obiettivo è di sconfiggere gli avversari nel minor tempo possibile;

Tag team

(lotta a squadre): i personaggi formano due squadre, composte di almeno 2 elementi ciascuna (di ogni squadra combatte un lottatore alla volta, che però può “darsi il cambio” con il compagno);

Team battle:

i due giocatori scelgono più personaggi, che si affrontano in una serie di sfide 1 contro 1 che vedono poi come vincitore chi rimane con almeno un personaggio.

Più di due giocatori nell’arena contemporaneamente. Ad esempio il sistema Mugen consente incontri 2 contro 2.

Altre caratteristiche ricorrenti dei picchiaduro sono le arene più svariate (dojo, palestre, ring, foreste, montagne, spiagge, ghiacciai oppure per strada) e gli elementi sbloccabili.

Progredendo nel gioco si ottengono punti con cui è possibile sbloccare nuovi personaggi, arene, costumi, abilità o modalità di gioco.

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